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 Section Theses/Tips

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Writing Tips


1 Articolazione della tesi

1.1 Stato dell'Arte
1.2 Corpo della tesi
1.3 Appendici
1.4 Sommario
1.5 Introduzione
1.6 Conclusioni
1.7 Bibliografia
2 Formato della tesi
2.1 Numero di copie



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1 Articolazione della tesi

Raccolto il materiale bibliografico e conoscendo, anche molto approssimativamente, il lavoro da svolgere, è opportuno abbozzare un primo indice della tesi, suddividendo il lavoro in capitoli e paragrafi. In questo modo si può procedere con maggiore ordine e razionalità. L'indice finale della tesi potrà essere assai diverso da quello steso all'inizio, potendo cambiare durante il procedere del lavoro.
La struttura finale della tesi si dovrà articolare nei seguenti punti:

  • Indice

  • Lista dei simboli (eventuale)

  • Sommario

  • Introduzione

  • Stato dell'arte

  • Corpo della tesi

  • Conclusioni

  • Ringraziamenti (eventuali)

  • Bibliografia

  • Appendici (eventuali)

Parole di "dedica" della tesi o epigrafi particolari potranno trovare spazio nelle prime pagine fuori testo.

1.1 Stato dell'arte

In questa parte il candidato deve riportare con attenzione quello che si definisce "stato dell'arte" in quel che concerne il lavoro svolto. Dovrà porre particolare importanza alla bibliografia in modo da lasciare traccia degli articoli o libri letti prima di affrontare lo svolgimento della tesi. Dovrà inoltre concludere tale parte elencando quali sono i problemi ancora "aperti" e su quale ha deciso di eseguire uno studio.

1.2 Corpo della tesi

In questa parte deve essere descritto il lavoro vero e proprio che, come si è detto, sarà conveniente suddividere in capitoli, paragrafi ed eventualmente sottoparagrafi, numerati in modo gerarchico e ciascuno con un titolo. Ciascun capitolo deve trattare in modo organico un unico argomento o più argomenti tra loro strettamente correlati; la suddivisione di ogni capitolo deve rispettare un criterio logico, nel senso che gli argomenti trattati devono susseguirsi nello stesso ordine con cui sono collegati concettualmente. E' opportuno non dilungarsi su commenti che possono essere inseriti nella introduzione o nelle conclusioni e su passaggi matematici non essenziali per la comprensione del testo, passaggi che può essere opportuno riportare in appendice.

Numerazione delle formule

Normalmente la tesi prevede un certo numero di formule che è bene numerare al fine di facilitarne la citazione. Per la numerazione si possono seguire indifferentemente due criteri:

  • si numerano tutte le formule

  • si numerano solo le formule richiamate nel testo.

Durante la prima stesura la numerazione sarà progressiva all'interno di ogni capitolo: (1), (2), (3), ecc.. Nella stesura finale la numerazione definitiva conterrà anche l'informazione del capitolo a cui si riferisce (5.1), (5.2), (5.3),ecc..

Figure e tabelle

Il testo della tesi diventa, in generale, molto più comprensivo se si fa uso di figure esplicative. Le figure possono essere di tre tipi:

  • grafici (diagrammi cartesiani, istogrammi, areogrammi, ecc.)

  • disegni a tratto (piante, schizzi, ecc.)

  • fotografie

E' buona norma che sotto ogni figura vi sia una didascalia che permetta di comprenderne il significato anche senza leggere il contenuto del testo. Le figure devono essere numerate in ordine progressivo ed è opportuno che, come per le formule, la numerazione inizi da ciascun capitolo. Ad esempio, seguendo questo criterio, la terza figura del secondo capitolo deve essere indicata con: Fig.2.3.
I grafici sono l'elaborazione di insiemi di dati numerici, contenuti ad esempio nei "file" di uscita di un programma di calcolo o provenienti da una serie di rilevazioni sperimentali: per la loro realizzazione è ormai diffuso l'impiego di pacchetti di "software" grafico. Anche i disegni a tratto possono essere realizzati utilizzando programmi di disegno assistito dal calcolatore. Per i diagrammi e gli istogrammi è importante ricordarsi di indicare i nomi o i simboli delle grandezze riportate, le scale e le unità di misura. I caratteri usati per le scritte dei grafici e dei disegni a tratto devono essere leggibili, approssimativamente delle stesse dimensioni dei caratteri usati per il testo principale (Fig.4.1). Talvolta, per mostrare ad esempio l'insieme di un apparato sperimentale o l'andamento di un segnale all'oscilloscopio, può essere necessario ricorrere a delle fotografie. In tal caso, se le fotografie sono in bianco e nero e ben contrastate, si può incollare l'originale in una copia della tesi e inserire nelle altre delle fotocopie.
Le tabelle vanno numerate indipendentemente dalle figure, ma con lo stesso criterio: al posto della didascalia va messo il titolo sopra la tabella.
Figure e tabelle devono essere richiamate almeno una volta nel testo e vanno inserite non appena vengono citate per la prima volta.

Avvertenza importante

Qualora si renda indispensabile l'utilizzazione di figure e/o tabelle originali provenienti da altre pubblicazioni (libri, articoli, tesi), è necessario citare la fonte della fotocopia riportata (questo anche se la figura o tabella è stata rielaborata sostituendo, ad esempio, le scritte in inglese con scritte in italiano).

Unità di misura e simboli

Utilizzare le unità di misura fondamentali e quelle derivate del Sistema Internazionale. I simboli letterali per indicare le grandezze fisiche usate in campo scientifico-tecnico non sono univocamente codificati, ma esiste una prassi consolidata che ha assegnato alle grandezze più importanti simboli comunemente accettati: a nessuno viene in mente di indicare la corrente con un simbolo diverso da i o l'impedenza con un simbolo diverso da Z. Al massimo la scelta è ristretta tra due o tre simboli ( o per flusso concatenato, u o v per tensione, E o K per campo elettrico, S o Pa per potenza apparente, T, M o Cper coppia, ecc.). E' buona regola seguire, per quanto possibile, le Norme CEI 24-1, Unità di misura e simboli letterali da usare in Elettrotecnica.
Se nella tesi si fa in prevalenza uso di simboli comunemente accettati, non è necessario compilare una lista dei simboli; se invece si utilizzano parecchi simboli definiti dal laureando o di uso non comune è opportuno inserire, prima del sommario, una lista dei simboli impiegati con il loro significato e l'unità di misura utilizzata (vedi Tab.4-1). Nella stesura del lavoro è comunque buona regola richiamare la definizione di un simbolo di non immediato significato almeno la prima volta che viene usato, ripetendone eventualmente la definizione quando il suo nuovo impiego sia abbastanza lontano dal primo.

Abbreviazioni e acronimi

Le abbreviazioni sono di solito formate dalla prima sillaba e dalla prima consonante della seconda sillaba della parola che si vuole abbreviare, seguite da un punto. E' buona regola non abusare nelle abbreviazioni, usandole solo per termini tecnici di uso corrente (val. eff., freq. ind., ecc.) o in casi particolari (ad es. per abbreviare ad esempio). Se si utilizzano delle sigle (acronimi) non di uso corrente è necessario definirle esplicitamente la prima volta che vengono usate; ad esempio si scrive: linear induction motor (LIM) oppure pulse width molulation (PWM) e da quel punto in poi si può utilizzare la sigla introdotta. Se le abbreviazioni e gli acronimi usati sono molti può essere opportuno inserire, accanto alla lista dei simboli, anche l'elenco delle abbreviazioni e delle sigle.

Note a pie' di pagina

Talvolta è opportuno riportare a pie' di pagina qualche chiarimento che inserito nel testo ne interromperebbe la continuità. Questo chiarimento può essere di varia natura e può essere anche un riferimento bibliografico marginale (ad esempio per giustificare un passaggio matematico) non inserito nella bibliografia principale della tesi. La numerazione delle note va fatta con numeri progressivi secondo l'ordine in cui vengono introdotte. Nel testo l'indicazione delle note viene messa con un numero tra parentesi rotonde sotto forma di apice. E' comunque buona regola non abusare nell'utilizzo delle note a pie' di pagina.

Programmi di calcolo

Se nel corso del lavoro di tesi sono stati sviluppati dei programmi di calcolo, risulta di solito sufficiente riportare solo la descrizione generale degli algoritmi implementati, usando, ad esempio, un diagramma di flusso. La documentazione relativa alla codifica dell'intero programma (listato) va inserita solo se contiene informazioni rilevanti per l'argomento della tesi, preferibilmente in appendice.

1.3 Appendici

Allo scopo di rendere più scorrevole la lettura del corpo della tesi, in appendice può essere opportuno riportare:

  • i passaggi matematici non essenziali

  • le dimostrazioni di teoremi

  • le tabelle con i risultati di campagne di misure i cui grafici sono inseriti nel corpo della tesi

  • i listati dei programmi di calcolo

  • i "data sheet" di componenti cui si fa riferimento nel testo principale.

1.4 Sommario

Il sommario è un breve riassunto della tesi, orientativamente di circa 200 parole. In esso il laureando deve esporre concisamente:

  • il problema che è stato considerato

  • come il problema è stato risolto

  • i principali risultati e il relativo significato.

Il sommario deve essere informativo e non una semplice lista di argomenti svolti; da una sua lettura, con una preparazione media sull'argomento, si dovrebbe capire se il lavoro è di interesse per chi si accinge a consultare la tesi.

1.5 Introduzione

L'introduzione costituisce il primo capitolo della tesi ed estende quanto contenuto nel sommario, orientando meglio la lettura. In essa vanno inserite le informazioni che stanno a monte, logicamente e cronologicamente, al lavoro svolto nella tesi. Si compone essenzialmente dei seguenti punti:

  • spiegazione della natura del problema considerato

  • descrizione dei contenuti reperibili in letteratura relativamente al problema in questione, corredata da esaurienti citazioni bibliografiche

  • scopo del lavoro

  • indicazione dei metodi di soluzione del problema

  • elenco schematico del contenuto dei vari capitoli.

1.6 Conclusioni

Le conclusioni devono essere brevi e comporsi dei seguenti punti:

  • indicazione di ciò che si è esposto e del suo significato

  • analisi comparativa e commento critico dei risultati presentati

  • spiegazione motivata delle parti omesse o non approfondite

  • indicazione dei possibili ulteriori sviluppi.

1.7 Bibliografia

I richiami bibliografici relativi ad articoli di riviste, memorie di congressi o libri vanno inseriti nel testo riportando fra parentesi quadre il numero con il quale sono indicati nella bibliografia alla fine della tesi (ad esempio [16]). I riferimenti bibliografici possono essere raccolti nell'ordine con cui sono citati nel testo.
I nomi degli autori, il titolo della rivista o del libro, ecc., devono essere riportati nella bibliografia adeguandosi alle norme seguenti:

Articolo di una rivista [1]

  • iniziale del nome e cognome dell'autore (o degli autori)

  • titolo dell'articolo (fra virgolette)

  • nome della rivista (sottolineato)

  • volume ove tale rivista è raccolta e numero della rivista

  • pagine iniziale e finale dell'articolo

  • mese ed anno di pubblicazione della rivista.

Memoria di un congresso [2]

  • iniziale del nome e cognome dell'autore (o degli autori)

  • titolo dell'articolo (fra virgolette)

  • nome del congresso, conferenza, workshop, ecc. (in corsivo)

  • luogo in cui si è tenuto il congresso

  • data del congresso

  • pagine iniziale e finale della memoria o numero della memoria.

Libro [3]

  • iniziale del nome e cognome dell'autore (o degli autori)

  • titolo del libro (sottolineato)

  • luogo di stampa

  • casa editrice

  • anno di pubblicazione

  • le pagine (iniziale e finale inclusa) o il capitolo a cui si fa riferimento.

Se si inseriscono nella tesi informazioni e/o immagini ricavate dalla consultazione di pagine in rete, è opportuno riportare nella bibliografia il titolo della pagina, l'indirizzo Internet e la data di ultimo aggiornamento del sito (o, in mancanza di questa, la data di consultazione).

2 Formato della tesi

La tesi deve essere redatta su fogli A4 (cm 21 x 29.7) e le pagine devono essere scritte su unica facciata. Sul frontespizio devono essere riportati:

  • le indicazioni "Università degli Studi di Genova - Facoltà di Ingegneria - Corso di Laurea in Ingegneria delle telecomunicazioni" ( o elettronica).

  • il nome del dipartimento quindi " DIBE Dipartimento di Biofisica e elettronica"

  • il titolo della tesi

  • il nome del relatore/i

  • il nome dell'eventuale correlatore/i

  • il nome del laureando

  • l'anno accademico cui riferisce la sessione di laurea.

La battitura finale della tesi deve essere preferibilmente ottenuta utilizzando un sistema di videoscrittura ("word processor", ad esempio Word , OpenOffice) oppure un programma di composizione automatica ("text formatter", ad esempio LATEX). Con tali sistemi è possibile, tra l'altro, gestire in modo automatico i richiami di formule, figure e riferimenti bibliografici e ottenere automaticamente anche l'indice.
[Scarica il formato delle pagine DOC]

2.1 Numero di copie

Il numero minimo di copie della tesi è due (se il relatore è uno solo). In particolare una copia deve essere consegnata al relatore (nel caso i relatori siano due si deve consegnare una copia a ciascuno di loro) e una resta al laureando.
Qualora la tesi sia di un certo interesse è opportuno fare qualche copia in più rispetto a quelle strettamente necessarie. Infatti la tesi costituisce un titolo che può essere presentato nel caso si facciano concorsi per borse di studio (ad esempio per il dottorato di ricerca) o che può essere richiesto nel caso di assunzione presso qualche azienda.



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M. Ravanbakhsh, M. Nabi, E. Sangineto, L. Marcenaro, C.S. Regazzoni, and N. Sebe, "Abnormal Event Detection in Videos using Generative Adversarial Nets", 24th IEEE International Conference on Image Processing (ICIP). 17-20 September 2017, Beijing, China

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